Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí. 1918-1933

Hotel Corte Estenseottima location per il turismo a ferrara

Hotel Ferrara Corte Estense, location ideale per visite turistiche alla città

Il passare del tempo non ha offuscato lo splendore di Ferrara, ma ogni secolo le ha lasciato un suo segno prezioso: castelli, palazzi, chiese e chiostri silenziosi si alternano ai giardini e alle piazze luminose.

Ferrara è una città da vivere passeggiando per le sue strade, scoprendo in ogni angolo il suo carattere di magnifica capitale del Rinascimento e cogliendo da questo glorioso passato le ragioni del suo presente.

Città d’acqua, disegnata nel secoli dal Po, Ferrara resta intimamente legata al suo fiume: nel disegno delle strade come nel moderno porto turistico realizzato alla Darsena di San Paolo, oppure nel reticolo di canali che la circondano fino al Mare Adriatico, là dove si estende il grande Parco del Delta con i suoi boschi, le sue pinete, le valli e i modernissimi Lidi.

Gli amanti delle arti figurative non potranno perdere le grandi mostre di Palazzo dei Diamanti, dove si sono succeduti, solo negli ultimi anni, Dalí, Miró, Monet, Chagall, Gauguin e tanti altri.

Le memorie storiche accompagnano con discrezione il visitatore ovunque egli vada, nei palazzi sontuosi come nelle viuzze medievali, per esplodere una volta all’anno nei colori e negli antichi suoni del palio di San Giorgio. Oppure nei tanti giardini piccoli e grandi, nei chiostri e nei cortili il cui silenzio si interrompe solo nelle sere d’estate per accogliere Aterforum e i suoi concerti, continuatori dell’antica tradizione della musica ferrarese assieme agli spettacoli di altissimo livello del Teatro Comunale e del Comitato Ferrara Musica, presieduto da Claudio Abbado. E ancora e sempre dalla musica nasce ogni anno la festa più grande: quella dei Buskers, i cui ritmi invadono per sette giorni le strade e le piazze, per la gioia di migliaia di ammiratori.

I dintorni di Ferrara si aprono al visitatore con i centri storici ricchi di arte e di memorie: Stellata di Bondeno, con la fortezza testimone delle lunghe guerre contro Venezia; Argenta, con la millenaria Pieve di San Giorgio; Cento, patria del Guercino, con il suo centro storico ricco di scorci suggestivi, Comacchio, antichissima città lagunare, ancora attraversata dal reticolo dei suoi canali; l’Abbazia di Pomposa, faro spirituale al centro della campagna come monumento prezioso dell’architettura bizantino-romanica. Mesola, con il cinquecentesco Castello Estense, a poca distanza dal Gran Bosco, un tempo riserva di caccia dei duchi d’ Este, il Parco del Delta del Po una cornice verde di boschi secolari, pinete ed oasi naturalistiche, tredicimila ettari di specchi d’acqua, habitat ideale per una incredibile quantità di pesci ed uccelli acquatici.

La tradizione della cucina popolare contadina, con i suoi gusti semplici e naturali, si fonde con le memorie degli elaborati cibi della corte ducale, per dare origine alla cucina ferrarese e ai suoi sapori particolari. Il più famoso fra i cibi di Ferrara è certamente il pane, chiamato coppia (in dialetto “ciopa”), inconfondibile per la forma contorta ed elaborata che gli fu probabilmente data da Cristoforo da Messisbugo, cuoco di Alfonso I ed Ercole II d’ Este.

Fra i secondi trionfa la salama da sugo, regina delle tavole festive: una mescolanza inusuale di carni di maiale, insaporite da vino e spezie e lasciate ad essiccare per mesi nel loro involucro rotondeggiante.

Si mangia accompagnata da una purea di patate che ben si sposa con il suo sapore molto forte.
“Pampapat”, questo il nome in dialetto del più tradizionale dolce della terra ferrarese la cui ricetta originale è attribuita alle monache di un convento di clausura della nostra città, e conta almeno quattrocento anni.

Accanto alle lasagne, che la tradizione ferrarese ispira ai biondi capelli di Lucrezia Borgia, e ai cappelletti (variante locale dei tortellini), sono popolarissimi i cappellacci ripieni di zucca e parmigiano e i passatelli saporiti vermicelli in brodo di gallina.


Cosa visitare a Ferrara :

  • Il Castello Estense antica fortezza trecentesca poi residenza dei Duchi D’ Este nel Cinquecento recentemente restaurato con i suoi incredibili saloni.
  • Il Duomo massimo monumento medievale della citta’, inaugurata nel 1135. La bella facciata marmorea a tre cuspidi con loggette e’ stata recentemente restaurata e riportata all’ antico splendore, cosi’ pure il campanile marmoreo (1441-1596) attribuito all’ Alberti, e l’ abside che e’ del Rossetti (fine ’400)
  • Il Teatro Comunale se siete appassionati di musica classica, lirica, prosa, date un’ occhiata al programma dell’ anno e agli eventi organizzati da ferrara Musica. Punta di diamante dell’ attivita’ del Teatro e’ la stagione concertistica diretta dal Maestro Claudio Abbado in collaborazione con la Mahler Chamber Orchestra. Sul sito e’ fra l’ altro possibile prenotare on-line i biglietti. raggiungibile in 10 minuti a piedi.
  • Il Palazzo dei Diamanti Nel 1492 iniziarono i lavori del colossale ampliamento della città voluto dal duca Ercole I e progettato da Biagio Rossetti. Nuovi quartieri sorsero a nord di quelli medievali, strade larghe e luminose si intersecarono a creare la prima città moderna d’Europa.
  • Al centro, sull’importante incrocio chiamato “Quadrivio degli Angeli”, sorse il palazzo di Sigismondo d’Este, fratello del duca. Più di 8000 bugne a forma di diamante ne coprono le due facciate, dandogli il nome. Alcune soluzioni fanno dell’edificio un capolavoro architettonico e urbanistico, come ad esempio il forte rilievo e la disposizione sfalsata delle bugne, che conferiscono valore pittorico alla facciata, o la raffinata decorazione a candelabre scolpite che impreziosisce l’angolo sul quadrivio, valorizzando la veduta d’angolo dell’edificio. Il palazzo oggi ospita la Pinacoteca Nazionale.
  • Palazzo Schifanoia Fu costruito per volere di Alberto d’Este nel 1385 e più tardi trasformato e ampliato, soprattutto all’epoca di Borso (1465-1467). La facciata presenta un grande portale scolpito di squisita fattura. La visita comincia dall’ala trecentesca, che ospita collezioni d’arte di varia natura, fra cui si segnalano quelle di pittura, bronzetti, oggetti d’avorio, tarsie lignee, ceramiche graffite e medaglie. Nel Salone dei Mesi si trova uno dei cicli d’affreschi più importanti del XV sec. in Italia. Opera collettiva di molti pittori, fra cui Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, il grande ambiente era suddiviso verticalmente in dodici scomparti, uno per ogni mese: sono giunti fino a noi quelli da marzo a settembre, da leggersi in senso antiorario. Nel’ adiacente Sala delle Virtù si ammira uno splendido soffitto a lacunari dorati e dipinti, eseguito da Domenico di Paris (sec. XV), raffigurante le virtù cardinali e teologali e le imprese estensi.

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